Lanterns by Made by Made from the Noun Project
Itinerario 17 giorni in Giappone

[Day 9] // Shikoku, la valle Iya

guidare in Giappone, dormire in un ryokan, rilassarsi in una onsen e superare certi limiti

Ciao
mi chiamo Arianna e questo è il diario di viaggio della mia vacanza in Giappone. Piacere di conoscerti!

→ mi trovi anche su Facebook
e qui su Instagram

La valle Iya 祖谷渓谷

7,09km

Lasciamo a malincuore Kyoto ma siamo elettrizzati per la nuova tappa: si parte alla volta dello Shikoku, una delle isole del Giappone poco distante da Osaka. È la più piccola e meno popolosa tra le isole dell'arcipelago giapponese e l'ho scelta perchè è una zona ancora poco intaccata dal turismo di massa.

Lo shinkansen sfreccia veloce e arriviamo a Okayama dove abbiamo prenotato la macchina per i prossimi due giorni.
La guida a destra in una città sconosciuta di 400mila abitanti è impegnativa ma riusciamo ad uscire dal centro e a passare sul ponte che collega lo Shikoku al resto del Giappone.

Devo dire che il primo impatto non è dei migliori: mi aspettavo un posto rurale e invece siamo ancora immersi nel traffico cittadino. Ci vuole qualche ora di macchina intervallata dalla visita ad un paio di templi per cominciare ad addentrarci in quel Giappone meno turistico che cercavo.

Il paesaggio dello Shikoku, valle Iya

La macchina in affitto in Giappone

Lentamente l'asfalto e la città lasciano il posto a montagne verdi, a paesi più piccoli e a belle vallate solcate da fiumi ideali per il rafting.

Il paesaggio della valle Iya

Accantonata l'idea del rafting (mai preso in considerazione peraltro...), da veri turisti proviamo l'attraversamento del fiume sul ponte di liane, l'Oku-Iya Kazurabashi Bridges. Costa 500 yen (circa 3,50€) ed è breve ma è divertente e il paesaggio bellissimo. Sotto scorre il torrente, il ponte traballa mosso dal peso delle persone che ci camminano e ad ogni passo si rischia che il piede scivoli tra le tavole di legno. Insomma un'esperienza divertente, da provare anche per una che come me ha qualche problema con l'altezza.

Kazurabashi il ponte di liane

Terminato il ponte andiamo all'hotel Kazurabashi, che dista al massimo 5 minuti dal ponte e qui viviamo una delle avventure più particolari del nostro viaggio.

L'albergo da fuori risulta piuttosto anonimo ma veniamo accolti da subito come dei principi: un signore si offre di parcheggiare la nostra auto, mentre una donna ci accompagna nella nostra stanza con le valigie. Appena entrati arriva la mitica Pan, la nostra cameriera, ci fa sedere e ci prepara una specie di zuppetta calda.
Poi ci aiutano ad indossare i costumi tradizionali. Il mio è troppo corto e me ne fanno cambiare due, prima di trovarne uno che mi copra fino alle caviglie (sono un po' più alta rispetto alla media delle giapponesi!).

Vestiti -o meglio svestiti- siamo pronti per l'onsen, ossia per il bagno termale giapponese.
Come vuole la tradizione, uomini e donne sono separati e il bagno si può fare solo nudi e solo dopo essersi lavati accuratamente. Io sono pudica ma per fortuna non c'è nessuno, quindi sperimento creme e cremine giapponesi e sono pronta per entrare nella vasca: una meraviglia!

L'onsen dell'hotel Kazurabashi

Subito dopo prendiamo la funicolare dell'hotel e saliamo all'onsen scoperta.
Questo è uno dei posti che penso non dimenticherò mai in vita mia: la natura è sensazionale, tutto è citatissimo e le vasche rilassanti. Quello che ci voleva dopo il trambusto di Tokyo e Kyoto!

L'onsen scoperta dell'hotel Kazurabashi

Sono estasiata da tutto ed è difficile descrivere a parole la perfezione del momento...

In ogni caso alle 7 si cena e noi siamo pronti per affrontare la cucina tipica della Valle di Iya nella quale ci troviamo.

Pan, la cameriera è gentilissima e si prodiga il mille sorrisi, abbozzando timidamente il suo inglese. Io la adoro già: sembra una bambolina in miniatura. C'è anche una cantante che cantando una canzone ci augura buona cena.

Io e Pan

Mangiamo in mille ciotoline diverse prodotti a km 0. Siamo stra pieni e soddisfatti di avere assaggiato così tante cose nuove.

Cena tipica della valle Iya

Crolliamo a letto sul nostro futon, stanchi ma super soddisfatti per la giornata trascorsa.