le mille porte del Fushimi Inari Taisha e Nara alla scoperta di templi e dei famelici cervi...
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mi chiamo Arianna e questo è il diario di viaggio della mia vacanza in Giappone. Piacere di conoscerti!
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21,52km
La metro di Kyoto nell'ora di punta è un incubo ma fa impressione vedere quanto i giapponesi siano composti e in silenzio nonostante la ressa. C'è chi legge, chi guarda il cellulare, chi gioca ai videogame, molti dormono (il famoso inemuri, di cui parlavo qui) seduti o in piedi. Nessuno parla al cellulare, ci sono anche i cartelli che ne vietano espressamente l'uso quando la carrozza è piena.

La prima tappa della mattina è Inari, le mille porte di Kyoto, quelle che tutti almeno una volta, abbiamo visto nelle fotografie del Giappone.
Arriviamo a Inari la mattina presto per cui riusciamo a goderci i torii senza troppa gente e a scattare le canoniche mille foto.

I primi torii danno proprio l'effetto di un tunnel ma man mano che si sale, arrivano quelli più belli.
Mossi da un momento particolarmente atletico e motivati dalla bellezza del paesaggio e dei torii, decidiamo di arrivare in cima alla collina e di fare il percorso ad anello per tornare verso la stazione.

In tutto il percorso dura un paio di ore se non si fanno tante soste. Sono tanti, tanti, tanti scalini (io il giorno dopo ho avuto male ai polpacci).
Inari mi è piaciuta tantissimo, la salita vale la pena e i piccoli templi che si incontrano lungo tutto il percorso, spezzano la fatica.
Tornati in stazione, proseguiamo alla volta di Nara.
Le maggiori attrattive di Nara, oltre ai templi, sono i cervi che, considerati messaggeri divini nella religione Shinto, vivono liberi nelle zone turistiche della città.
Io faccio subito un incontro ravvicinato con un cerbiatto che mi mangia un pezzo della mappa che tengo in tasca.

Nelle bancarelle del parco vendono cibo per i cervi ed è quasi d'obbligo comprarlo, anche se secondo me non è proprio salutare. Comunque le scene tra cervi e turisti sono piuttosto esilaranti.

Quando anche l'ultimo pezzo di mappa mi viene mangiato da un altro cervo, arriviamo al Tōdai-ji. Qui lo spettacolo è pazzesco: l'edificio che dall'esterno è imponente e massiccio, trova il suo apice all'interno con la statua in bronzo del Buddha alta 14 metri. Tutta la sala è realizzata interamente in legno ed è il più grande edificio in legno del mondo.

C'è poi la leggenda della cavità nella colonna, secondo cui chi riesce a passarci, ottiene l'illuminazione per la vita futura. La coda è lunga e la cavità stretta, per cui non ci proviamo neanche. In realtà solo i bambini sembrano passarci senza problemi.

Usciti dal Tōdai-ji, proseguiamo la visita tra templi e cervi, cervi e templi.
Nara è bellissima e meriterebbe di passarci più di mezza giornata ma è quasi sera e dobbiamo tornare a Kyoto. Una volta tornati, mangiamo ramen in un ristorante della stazione (c'è un piano intero di ristoranti di ramen). La particolarità del posto è che si deve ordinare e pagare dal display prima di entrare. Litighiamo un po' con il menù giapponese (meno male che ci sono i disegni...) e mangiamo accanto ai soliti pendolari in camicia bianca e pantaloni neri.

La stazione di Kyoto illuminata è bellissima e noi ci fermiamo a guardare i giochi di luce e le illuminazioni che animano la scalinata.
