Per quanto ti possa essere documentato, per quanto tu abbia pianificato, il primo impatto con il Giappone ti stupirà più del previsto
Ciao
mi chiamo Arianna e questo è il diario di viaggio della mia vacanza in Giappone. Piacere di conoscerti!
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1. Il jet-lag si sente tantissimo. Ho passato il primo giorno come uno zombie facendo dei micro sonni in piedi e tuttora scrivo mentre dovrei dormire
2. Il bello di Tokyo è che funziona in un modo tutto suo, con un sacco di regole e tanti fumetti per spiegarle. Tipo le biciclette parcheggiate da cittadini "fuorilegge" vengono etichettate con un tagliandino che non so se sia una multa o solo una specie di richiamo

3. O li ho beccati tutti io o i giapponesi parlano poco inglese. Me l'avevano detto ma non ci credevo. E invece è proprio così. Loro però sono fenomenali e provano lo stesso a parlare in giapponese con grandi sorrisi imbarazzati. Morale della favola: mi lamenterò un po' meno di noi italiani che parliamo poco inglese
4. Tokyo in 100 metri alterna scorci da vera metropoli a vie che sembrano quelle di un paese, soprattutto qui nella zona di Ueno dove siamo stati oggi

5. I giapponesi mi stanno simpatici perché fanno un sacco di inemuri. In pratica dormono ovunque e in pubblico. Loro sostengono che non abbia poco o niente a che fare con un semplice pisolino e che abbia un significato dignitoso: dopo avere lavorato sodo e faticato, ci si concede un attimo per sè stessi. Io non ne sono convinta ma propongo comunque di importare questa bella pratica in Italia.

6.Le carte di credito le accettano pochissimi posti pubblici, il che fa un po' strano per un paese così evoluto. Portatevi contanti dall'Italia o prelevate direttamente sul posto.
13,66km
A parte combattere contro il sonno, il primo giorno lo dedichiamo alla zona vicino al nostro hotel. Partiamo da Ueno facendo un giro per Ameyoko, una via piena di bancarelle di cibi di strada proprio sotto ai binari. Da questo primo impatto capisco che trovare le cose e capire qualcosa delle indicazioni è molto difficile, quindi preparatevi. Bisognava immaginarselo, direte voi. E invece io -ingenua- pensavo fosse più semplice.
C'è di buono che, se siete fortunati come noi, qualcuno si fermerà chiedendo se c'è bisogno di indicazioni. Non capirete lo stesso ma fate grandi sorrisi, inchini, inchini e sorrisi, così da mostrare gratitudine verso gli autoctoni.
Comunque dopo questo primo impatto con il caos giapponese, facciamo un giro allo Ueno park (上野公園, Ueno Kōen), molto bello e curato. Il parco deve essere ancora più bello durante la fioritura dei ciliegi ed è un grande polmone verde della città. Noi non abbiamo tempo di girarlo proprio tutto, tutto ma vediamo qualche tempio, lo stagno e un sacco di carpe.


Adiacente a Ueno è il quartiere di Yanaka, dove arriviamo attraversando il pittoresco cimitero Yanaka-Reien.
Quando ormai caldo (tanto) e stanchezza (tanta) si fanno sentire, arriviamo a Yanaka Ginza, una viuzza di 200 metri piena di negozietti locali di ogni tipo. Decidiamo di adeguarci alle usanze del posto e ci beviamo una birretta seduti sulle cassette di plastica e guardando incuriositi la gente che passa e questa nuova avventura appena iniziata.

Cena buona a base di ramen fatto al momento da Bazoku
